Approfondimenti

Storia dell’elettrocardiogramma
Funzioni base del cuore 
Sistema di conduzione del cuore 
Onde e parametri ECG 

Storia dell’elettrocardiogramma

Fu l’italiano Luigi Galvani, per primo, nel 1787, che scoprì casualmente la relazione tra corrente elettrica e contrazione dei muscoli.

Fu solo nel 1887 che il tedesco Augustus Waller inventò il primo elettrocardiografo con il quale fu possibile tracciare il primo elettrocardiogramma (ECG). Questa invenzione fu poi successivamente perfezionata dal fisiologo olandese William Einthoven il quale creò una macchina capace di registrare l’attività del cuore tramite 12 elettrodi applicati su torace, polsi e caviglie. Questa invenzione gli valse il premio Nobel per la medicina che gli fu assegnato nel 1924.

I primi elettrocardiografi ovviamente erano molto rudimentali ed ingombranti. Negli anni la tecnologia, grazie all’ausilio dell’elettronica, ha consentito di migliorare le prestazioni e di ridurre sempre più le dimensioni di queste apparecchiature fino a renderli tascabili.

Funzioni Base del Cuore

Il cuore ha 4 camere che agiscono insieme per pompare il sangue in tutto il corpo.

Le 2 camere superiori, più piccole, sono chiamate atrio sinistro e atrio destro, mentre quelle sottostanti, più grandi, sono chiamate ventricolo sinistro e ventricolo destro.

L’atrio destro riceve il sangue venoso di ritorno dagli organi periferici attraverso due grandi vene: la vena cava superiore e la vena cava inferiore. Attraverso la valvola tricuspide l’atrio destro pompa questo sangue nel ventricolo destro, che a sua volta lo pompa nei polmoni attraverso l’arteria polmonare. Nei polmoni il sangue venoso viene a contatto con l’aria inalata dalla quale riceve ossigeno e, contemporaneamente, cede anidride carbonica. Il sangue ossigenato ritorna quindi nell’atrio sinistro attraverso la vena polmonare, che lo pompa poi nel ventricolo sinistro. Quest’ultimo pompa il sangue nel sistema circolatorio attraverso la aorta, la più grande arteria del corpo. La pressione che il ventricolo sinistro esercita per mantenere il sangue in circolazione attraverso l’intero organismo è la pressione sanguigna.

Sistema di conduzione del Cuore

Le camere del cuore pompano grazie alla scarica automatica di elettricità che proviene dal nodo seno-atriale (SA), un gruppo di cellule specializzate che si trovano nell’atrio destro. In media, ci sono dalle 60 alle 100 scariche al minuto. Quando il nodo seno-atriale rilascia la scarica, entrambi gli atrii si contraggono e l’impulso elettrico è trasmesso al nodo atrio-ventricolare (AV) posizionato tra i due ventricoli. L’onda elettrica propagata attraverso il nodo AV causa l’eccitazione di entrambi i ventricoli che pompano quindi il sangue. Il normale lasso di tempo che intercorre tra le contrazioni degli atrii e dei ventricoli va da 0,12 a 0,20 secondi. Attraverso lo studio dell’attività elettrica risultante dalla contrazione del muscolo cardiaco, siamo in grado di accrescere la conoscenza dello stato di salute del nostro cuore.

Onde e Parametri ECG

L'elettrocardiogramma (ECG) è la registrazione dell'attività elettrica del cuore che si verifica nel ciclo cardiaco. Il normale tracciato ECG presenta un aspetto caratteristico che varia soltanto in presenza di problemi. Il tracciato è caratterizzato da diversi tratti denominati onde, positive e negative, che si ripetono ad ogni ciclo cardiaco.
Quanto segue è un sommario della morfologia e dei parametri dell’onda ECG che gli utenti possono usare quale guida per interpretare le proprie misurazioni ECG.
Onda P: L’onda P è il risultato della contrazione atriale ed è di norma ampia e alta quanto un quadrato piccolo. L’onda P che eccede questo limite può indicare ipertrofia atriale cioè un ingrossamento dell’atrio. La sua durata varia tra 0,06 e 0,1 secondi.

Complesso QRS: E’ un insieme di 3 onde che si susseguono l’una a l’altra. L'onda Q è negativa e di piccole dimensioni; la R è un picco molto alto positivo; la S è un'onda negativa anch'essa di piccole dimensioni.La durata QRS è misurata dall’inizio dell’onda Q alla fine dell’onda S e rappresenta la durata della depolarizzazione ventricolare. La normale durata va dagli 0,08 secondi ai 0,12 secondi. Se superiore, potrebbe indicare la presenza di blocco di branca.

Intervallo PR: L’intervallo PR è misurato dall’inizio dell’onda P all’inizio dell’onda Q e rappresenta la durata della depolarizzazione atriale. La normale durata va dai 0,12 ai 0,20 secondi. Se l’intervallo PR è superiore ai 0,20 secondi potrebbe essere presente un blocco AtrioVentricolare.

Onda T: rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli. Non sempre è possibile identificarla, perché può anche essere di valore molto piccolo.

QT/QTc: Il QT/QTc è misurato dall’inizio dell’onda Q alla fine dell’onda T. L’intervallo QT rappresenta la durata dell’attivazione e recupero del miocardio. Tale durata varia in maniera inversamente proporzionale alla Frequenza Cardiaca. Il QTc normale è approssimativamente di 0,41 secondi.

Segmento ST: Il segmento ST è misurato dalla fine dell’onda S, punto J, all’inizio dell’onda T ed è importante per la diagnosi di alcune patologie quali l’infarto del miocardio (sopraslivellamento) e l’ischemia (sottoslivellamento).

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